Petunia

Il genere Petunia appartiene alla famiglia delle Solanaceae e all’ordine delle Solanales.

Le Petunie coltivate sono, per la totalità dei casi, ibridi atti ad esaltare particolari molto belli e a creare piante con fiori di vari colori. Le specie sono una quindicina suddivise in grandi gruppi:

Petunia grandiflora con fiori meno numerosi ma molto grandi (10 cm. di diametro) poco resistenti alle avversità atmosferiche come la pioggia e meno ai parassiti.

Petunia multiflora con fiori più piccoli (circa la metà) è più resistenti

Petunia milliflora con fiori molto più piccoli (2,5 cm) numerosi e le cui piante sono anche più piccole.

Petunia pendula, con fiori ricadenti o striscianti e molto adatte ad essere coltivate nei vasi appesi alle ringhiere dei balconi.

Potunia (v. relativa voce)

Pianta erbacea ornamentale molto decorativa e di facile coltivazione, presenta spesso fusti prostrati o ricadenti, sviluppa ampi cespugli densamente ramificati, le foglie sono alterne oppure opposte, di colore verde chiaro o grigiastro, vellutate, e risultano appiccicose. Emanano un caratteristico odore.

 

esposizione


La Petunia si coltiva particolarmente sui terrazzi e va esposta al sole o mezzo-sole.

temperatura


La Petunia non sopporta il clima invernale e inizia a ridurre la vivacità intorno ai 10°C , non sopportando le temperature sotto lo 0°C. La temperatura ideale per una grande fioritura è compresa fra i 20 e i 28°C.

irrigazione


Annaffiare regolarmente nella fase vegetativa, normalmente ogni 2-3 giorni. La Petunia mal sopporta la siccità. Se è in sofferenza è necessario provvedere subito all’annaffiatura e se il clima è particolarmente caldo questa va eseguita anche tutti i giorni, sempre senza eccedere, evitando ristagni idrici che, come per tutte le piante, sono dannosi e causano lo sviluppo di patogeni. Importante è anche evitare di bagnare le foglie e i fiori.

fioritura


I fiori della Petunia sono solitari, molto ampi, a forma di tromba, tubulari su peduncoli terminali, o posti all’ascella delle foglie,  presentano cinque punte sulla corolla  a corolla tubolare su peduncoli terminali o ascellari. Sono delicatamente profumati soprattutto al calar del sole e presentano vari colori che vanno dal bianco al rosa ciclamino, al viola, al blu: possono essere monocromatici oppure con macchie variamente distribuite o anche formanti una sorta di stella posta al centro della corolla. Possono essere semplici od anche doppi e in alcune varietà la corolla è ricciuta simile a quella dei garofani.  La fioritura, è sempre abbondante: inizia verso il mese di maggio e dura fino ad ottobre. I semi sono piccolissimi, numerosi  e contenuti all’interno di una capsula ovaliforme.

concimazione


Quando le piante nate nel semenzaio vengono rinvasate è opportuno mescolare al terriccio del vaso della sostanza organica come letame maturo. Successivamente si eseguiranno delle concimazioni con un concime liquido per piante fiorifere ogni 15 giorni per tutto il periodo vegetativo in dipendenza anche dall’andamento stagionale e dalla temperatura esterna.

substrato e rinvaso


Usare un terriccio universale o adatto alle piante da fiore e ricco di sostanze organiche. Eventualmente mescolare un po’ di perlite allo stesso terriccio per favore lo sgrondo dell’acqua.
Il rinvaso si esegue al momento della messa in dimora ed essendo trattata come pianta annuale non si fanno altri rinvasi.

potatura


La potatura  è limitata all’eliminazione dei fiori appassiti e dei rami danneggiati da malattie o per cause accidentali.   Alla fine della fioritura dello stelo questo viene reciso, per favorire l’infoltimento e l’emissione di nuovi fiori.

propagazione


La moltiplicazione si effettua per semina a fine inverno. I semi sono minutissimi, sferici, di colore grigio-nerastri.

malattie e parassiti


Se si nota imbrunimento degli steli e delle foglie significa che c’è stato un eccesso idrico: occorre creare sempre un buon drenaggio al fondo del vaso con ghiaia o argilla espansa; se gli steli si presentano asciutti e aridi vuol dire che il substrato è troppo asciutto, bisogna immergere il vaso in acqua per circa 30 minuti. La Petunia può essere attaccata dagli afidi e dal ragnetto rosso, parassiti che si combattono con prodotti specifici in vendita nei negozi specializzati. Può anche essere attaccato dal mal bianco o oidio e anche da virosi.

tossicità e alternativa


La Petunia contiene il glicoalcaloide solanina per cui può risultare  tossica sia per l’uomo che per gli animali. Nella petunia si trova in tutte le parti della pianta: radici, fusto, foglie e fiori.

La formula chimica è C54H73NO15.  Questo alcaloide è un metabolita secondario e non ha una funzione fisiologica ma di difesa. È tipico delle Solanaceae, la famiglia alla quale appartengono i pomodori (è presente nei pomodori non ancora maturi), le patate, le melanzane, i peperoni ed anche le petunie. Ovviamente la pericolosità è in relazione alla quantità di assunzione.

Esiste una petunia priva di questo composto tossico ed è la Petunia messicana (Ruellia simplex) appartenente alla famiglia delle Acanthaceae e all’ordine Lamiales. Di colore lilla  il fiore è simile a quello della Petunia. Il nome deriva dal botanico francese Jean de la Ruelle.

storia


Le Petunie coltivate sono, per la totalità dei casi, ibridi (Petunia hybrida)  derivate dalle specie Petunia violacea e Petunia nyctaginiflora.

clima


Mite, mediterraneo.

durata


Perenne se coltivato in ambiente a clima mite, diversamente è annuale.

origine


Originaria dell’America Meridionale (Brasile in particolare)

a cura di


Giacomo Roggeri Mermet

IrrigazioneTanta esigenza
ClimaMite
ConcimazioneConcime Liquido, per Piante fiorite
DurataPerenne
EsposizionePiena Esposizione
StagioneAutunno, Estate
SubstratoTerriccio Universale
TemperaturaMedia temperatura