Myrtus communis (Mirto)

Myrtus communis è la specie più comunemente coltivata in casa fra quelle del genere Myrtus. Appartiene alla famiglia Myrtaceae e all’ordine Myrtales.

Le specie del genere Myrtus sono oltre 100.

È anche utilizzato per fare dei bonsai.

Il Myrtus communis in natura può raggiungere anche l’altezza di 5 metri, mentre coltivandolo in vaso, raggiunge l’altezza di circa 60 cm. È un arbusto legnoso, molto ramificato, sempreverde, di facile reperibilità. Coltivabile anche in vaso, dove non sia possibile in piena terra o in presenza di inverni troppo rigidi. La pianta presenta foglie ovali o lanceolate, appuntite e un poco coriacee e con punti traslucidi, aromatiche. I fiori che sbocciano verso la fine dell’estate, sono molto profumati,  hanno petali rotondeggianti di colore bianco o rosa pallido ed una massa di piccoli stami di colore giallo. Il frutto è una bacca, ovaliforme, nero-azzurro o rosso scuro e raramente biancastra, a seconda delle varietà e matura tra novembre e gennaio.

Il Myrtus è sottoposto a miglioramento genetico per ottenere piante più produttive, con bacche più grosse e riguarda anche la forma delle stesse nonché la pezzatura dei semi. È molto coltivato in Sardegna.

esposizione


Si tratta di piante che necessitano di molta luce. In casa devono essere poste accanto ad una finestra al sole e il vaso va periodicamente girato per consentire ad ogni lato della pianta di ricevere la luce solare necessaria al suo sviluppo. Evitare le correnti d’aria.

temperatura


Il Myrtus communis vive bene in condizioni relativamente fresche ma si adatta anche alla temperatura ambiente. D’inverno è bene mantenerla in condizioni di temperatura intorno agli 8°C.  Se la condizione ambientale è calda e asciutta il mirto perde facilmente le foglie.

irrigazione


Nel periodo vegetativo richiede molta acqua. Nel periodo di riposo fra due irrigazioni, assai ridotte quanto a dose di acqua somministrata, il terreno è bene si asciughi nella parte superiore. Se possibile utilizzare acqua piovana oppure acqua  non calcarea come l’acqua in bottiglia. Evitare sempre i ristagni d’acqua.

fioritura, fruttificazione e utilizzo


Il Mirto fiorisce in primavera ed estate e talora con fiori più piccoli anche in autunno. Il profumo è assai forte e gradevole. Il colore dei 5 petali è bianco oppure di un rosa pallido. Il fiore presenta numerosissimi piccoli stami di colore giallo. Dopo la fioritura si formeranno delle bacche di colore violaceo che raggiungeranno la maturazione nell’inverno. Queste bacche sono commestibili ed utilizzate per la produzione di olio essenziale e liquore di mirto.
L’olio essenziale ha proprietà antiinfiammatorie, antisettiche contro la bronchite, e nella medicina popolare è utilizzato anche contro le cistiti. Si utilizza anche per creme cosmetiche.
Le foglie nella cucina tradizionale mediterranea sono utilizzate per insaporire carne e pesce.
L’olio essenziale è anche utilizzato per profumare gli ambienti con i vaporizzatori.

concimazione


La concimazione deve iniziare dopo che la pianta è rimasta per un certo periodo nel vaso, indicativamente tre mesi. Quindi si può utilizzare un fertilizzante liquido per piante fiorifere ogni 15 giorni e solo nel periodo vegetativo (dalla primavera all’inizio dell’autunno).

substrato e rinvaso


Va bene utilizzare un normale terriccio meglio se leggermente acido, cioè con Ph inferiore a 5, quindi mescolare al terriccio torba e sabbia. Il rinvaso si effettua in primavera sia se la pianta è cresciuta molto e il vaso iniziale risulta piccolo, sia ogni 3 anni circa cambiando buona parte del terriccio.

propagazione


Tramite talea legnosa in primavera-estate. Quando spuntano i primi germogli, dopo alcune settimane, la radicazione è avvenuta. Per metterle a dimora è bene attendere un anno, perché la radici abbiano raggiunto un discreto sviluppo.

potatura


Il Mirto è una pianta che risalta se lasciato crescere liberamente. La potatura dovrà essere limitata ad uno sfoltimento dei rami e al loro raddrizzamento se si desidera dare alla pianta una certa forma. Operazioni, queste, da eseguire alla fine dell’inverno utilizzando sempre forbici preventivamente disinfettate.

malattie


Può essere soggetto ad attacchi da parte di afidi e cocciniglia. Per quanto riguarda le malattie fungine può subire attacchi di oidio.

letteratura


I Greci usavano il mirto per cingere il capo dei vincitori nei giochi elei. Il rito sembra doversi legare alla leggenda di Myrsine.
Il mirto divenne la pianta di Afrodite che, secondo il mito, aveva adottato dopo essere sbarcata a Citera. Simbolo di fecondità, coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, augurando loro una vita serena e ricca di affetti. Nei canti Cretesi rappresenta ancora la pianta afrodisiaca per eccellenza.

storia


Il sostantivo Myrtos è legato al mito greco di Myrsine, una ragazza invincibile nelle gare atletiche che venne trasformata da Pallade (divinità greca) in albero di Mirto per aver superato un giovane in una gara ginnica. Myrtò era un’amazzone greca che combatte l’eroe Teseo. L’accostamento del Mirto alle amazzoni sottolinea il legame strettissimo di questa pianta con la femminilità, ma anche la sua estraneità alla tradizione greca indoeuropea. Nell’antica Grecia il Mirto era anche considerato una pianta funebre.

clima


mediterraneo, presente anche sulle coste atlantiche bagnate dalla corrente del golfo

durata


Perenne

origine


Europa, Asia

a cura di


Giacomo Roggeri Mermet

IrrigazionePoca esigenza
ClimaMediterraneo
ConcimazioneConcime liquido per piante fiorifere ogni 15 giorni, ConcimeTernario
DurataPerenne
EsposizionePiena Esposizione
StagioneEstate
SubstratoTerriccio Acidofile
TemperaturaAlta temperatura, Media temperatura