Produce piccoli fiori bianchi in primavera ed estate che poi, avvenuta la fecondazione, si trasformano in bacche verdi che con la maturazione assumono una colorazione rossastra. I fiori sono ermafroditi, cioè lo stesso fiore è sia maschile che femminile ma sono autoincompatibili per cui, per avere la produzione delle bacche, è necessario coltivare due piante tenute vicine in modo che il polline dell’una fecondi l’ovaio dell’altra.
Concime organico solido o liquido per bonsai dalla primavera all’autunno nella quantità, e nella modalità, indicata sulla confezione.
Utilizzare terriccio per bonsai oppure un terriccio universale al quale aggiungere perlite oppure pomice per favorire il drenaggio e un fondo con ghiaia fine in parte mescolata anche al terriccio. Il rinvaso si effettua ogni due o tre anni tagliando le radici non oltre 1/3 di quelle esistenti.
Si moltiplica per seme o per talea. È consigliata la talea, in primavera, con talee lunghe fra ii 5 e i 7 centimetri di lunghezza che vanno poste in un miscuglio di sabbia e torba. I tagli sia delle radici, che dei rami si effettuino sempre con forbici precedentemente disinfettate per evitare la trasmissione di patogeni.
Si effettua in primavera o estate per favorire la cicatrizzazione del taglio e si tagliano i rami più lunghi sempre utilizzando forbici opportunamente disinfettate. La potatura ha due funzioni e si distingue in potatura di formazione che serve a dare la forma alla pianta e si effettua quando la pianta è ancora giovane e quindi si passa alla potatura di manutenzione con la quale si provvede a mantenere la forma che si è data all’inizio accorciando i rami cresciuti troppo ed eliminando quelli in eccesso.
Per quanto riguarda i parassiti può essere attaccata da insetti come cocciniglia o afidi e poi da acari (ragnetto giallo). Per quanto riguarda invece le malattie queste possono essere causate da funghi come la peronospora che si manifesta con macchie gialle o marroni sulle foglie, l’oidio che si manifesta con una patina biancastra sempre sulle foglie e la ruggine che causa macchie arancioni o marroni. Per evitare questa malattie è opportuno che la pianta sia tenuta in un ambiente pulito, cioè non circondato da altre piante malate e che vi sia un sufficiente ricambio di aria. Importante è sempre evitare ristagni di acqua ed eccesso di irrigazione.
Può soffrire anche per clorosi ferrica.
Viene chiamata pianta del tè perché dalle sue foglie si può ricavare una bevanda simile al tè che è ricavato dalla Camellia sinensis