Calluna vulgaris

Il genere Calluna ha una sola specie, la Calluna vulgaris. Appartiene alla famiglia Ericaceae e all’ordine Ericales.

Il nome Calluna deriva dal greco καλλύνω (kallýnō) che significa pulire, scopare. Infatti un tempo veniva utilizzata per fare le scope. Vulgaris, il nome della specie, deriva dal latino e significa “comune, conosciuto da tutti”.

In natura vive nei luoghi aridi, rocciosi, nei pascoli magri, nelle boscaglie, in particolare nelle brughiere su terreni acidi e si può trovare sulle montagne fino a 2.500 metri di altezza.

Piccolo arbusto (70 cm) contorto con folti rami ascendenti. Le foglie hanno forma lanceolata e ridotte a squame,   persistenti,  lunghe 2-3 mm. sono disposte su 4 file lungo i rami.

Le infiorescenze sono costituite da fiori rosa o rosa-rossi a seconda delle specie sono raccolti in racemi apicali che, talora,  può presentare delle foglie che lo sovrastano. Sono disposti su una sola fila. Il calice è quadripartito ed è più lungo della corolla che è lunga 3-4 mm. Il frutto è una capsula con quattro loculi contenenti dei semi di forma ovale.

esposizione


All’interno dell’abitazione collocarla in un luogo fresco e  luminoso,  all’esterno posizionare il vaso o piantare in piena terra, in leggera ombra. Evitare di porla al sole perchè le foglie seccherebbero.

temperatura


La temperatura ideale per la crescita è compresa fra i 7 e i 15°C. Non teme il gelo per cui può essere tenuta all’esterno anche d’inverno. Se l’ambiente nel quale viene coltivata, al chiuso o all’aperto, è scarsamente umido è buona cosa posare il vaso su un sottovaso contenente uno strato di ghiaia o di argilla espansa dove viene versata acqua che evita che le radici siano immerse ma nel contempo crea un microclima umido utile per lo sviluppo della pianta.

irrigazione


Mantenere il terreno umido pur senza eccessi. D’estate anche ogni giorno, se si rende necessario, ma evitare sempre i  ristagni d’acqua. Utilizzare acqua piovana oppure acqua lasciata decantare  per un giorno.

fioritura


Da agosto o inizio autunno  fino a novembre-dicembre a seconda delle specie. L’Erica ventricosa, a fiori bianchi, fiorisce a partire da maggio e fino a settembre-ottobre.

substrato e rinvaso


Utilizzare un substrato per piante acidofile, torboso e sempre ben drenato. Il rinvaso si effettua in primavera o in autunno,  ogni volta che è necessario se il vaso risulta troppo piccolo. Bisogna tenere presente che il rinvaso può essere dannoso per la pianta.

concimazione


Utilizzare concime liquido per piante acidofile ogni 15 giorni nella stagione vegetativa. Sospenderla comunque  in autunno. Non essendo necessaria per la vita di questa pianta coltivata in vaso può anche essere evitata per il primo anno e fino al rinvaso. Comunque mai eccedere.

potatura


In primavera eliminare le parti secche o danneggiate.

propagazione


Tramite talee ricavate dai germogli laterali in estate oppure tramite propaggini.

malattie


Lo sviluppo di malattie è legato ai ristagni d’acqua che causano uno sviluppo di funghi patogeni con marciumi radicali.

significato dell’utilizzo


Probabilmente il suo habitat ha ispirato al vocabolario ottocentesco dei sentimenti, il simbolo della solitudine. Infatti donare l’erica equivale a chiedere un po’ di affetto e compagnia. È anche  simbolo anche di speranza, in quanto riesce a crescere là dove nessuna pianta fiorirebbe. Gli animi oppressi da malinconia amavano errare nella solitaria e scarna brughiera dove l’Erica fiorisce e il suo profumo ed il suo colore infondeva nello spirito uno spiraglio di speranza. Nel calendario astrale delle essenze l’erica, che appartiene al segno dello Scorpione, addolcisce il carattere, attenua la passionalità, favorisce l’aumento della volontà e della perseveranza.

medicina


Contiene il glucoside arbutina, tannini e sostanze amare. Nella medicina popolare era utilizzato come antisettico delle vie urinarie; diuretico ed antidiarroico. Gli infusi e i decotti  contro le cistiti, le diarree e per favorire l’eliminazione degli acidi urici e, in generale, per tutte le affezioni delle vie urinarie e per la loro depurazione, nonché per gargarismi in caso di mucose infiammate e per compresse destinate a foruncoli e infiammazioni cutanee. Preparati quali il decotto o l’infuso, aggiunti all’acqua del bagno, sono di sollievo in caso di reumatismi e aiutano a migliorare il tono muscolare. Viene anche utilizzata in omeopatia per disturbi urinari.  Le sommità fiorite, finemente tritate, possono essere utilizzate per preparare una maschera decongestionante per il viso. Non presenta alcun impiego alimentare.

clima


Fresco e temperato.

durata


In natura è una pianta perenne e se ben coltivata può durare anche molti anni in vaso.

origine


brughiere dell’Europa temperata.

a cura di


Giacomo Roggeri Mermet

IrrigazioneMedia esigenza
ClimaMediterraneo
ConcimazioneConcime Granulare
DurataPerenne
EsposizioneBassa esposizione
StagioneAutunno, Estate
SubstratoTerriccio Acidofile
TemperaturaMedia temperatura

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