Acer spp.

Il genere Acer appartiene alla famiglia Sapindaceae e all’ordine Sapindales.

Le foglie sono opposte, talora lobate o dentate o ancora suddivise in foglioline.

I fiori maschili e quelli femminili sono di dimensioni piccole e di colore variabile dal giallo, al verde fino al rosso e al violaceo. I frutti sono alati.

Numerose le specie, circa 150. Fra queste:

Acer buergeriarunum o Acero tridente

Acer campestre

Acer capillipes

Acer cappadocicum o Acero del Caucaso

Acer carpinifolium o Acero a foglia di carpino

Acer circinatum

Acer cissifolium o Acero a foglia di Cissus

Acer crataegifolium o Acero a foglia di Crataegus

Acer davidii o Acero di David

Acer ginnala o Acero di Amur

Acer griseum o Acero grigio

Acer henryi o Acero di Henry

Acer japonicum o Acero giapponese

Acer lobelii o Acero di Lobel

Acer macrophyllum o Acero dell’Oregon

Acer maximowiczianum

Acer miyabei

Acer negundo

Acer opalus o Acero italico

Acer palmatum (nella foto) o Acero giapponese palmato

Acer pensylvaticum o Acero della Pensylvania

Acer platanoides o Acero riccio di Norvegia

Acer pseudoplatanus o Acero di monte o Sicamoro

Acer rubrum o Acero rosso

Acer rufinerve 

Acer saccharinum o Acero argentato

Acer saccharum o Acero saccarino

Acer spicatum o Acero di montagna

 

 

 

 

esposizione


Dipende dalle specie. Alcune specie ornamentali sono piuttosto delicate e richiedono riparo dal sole nelle ore centrali in estate ed anche riparo dai venti. Altre specie, più robuste, non necessitano di queste attenzioni.

temperatura


Il genere Acer comprende piante che resistono bene alle basse temperature

irrigazione


L’Acero richiede una umidità costante del terreno ma non sopporta i terreni con ristagni idrici. L’irrigazione dipende dall’età dovendo provvedere regolarmente con le giovani piante e con le piante ornamentali, più delicate ed ancora nelle stagioni più calde. Un’indicazione utile è quella di verificare l’umidità del terreno in superficie: quando questo risulta asciutto sotto un primo strato è bene provvedere. È anche opportuno provvedere a pacciamare il terreno attorno alla pianta con foglie, paglia, rametti vari in modo che il terreno si mantenga umido. Quando le piante di maggiori dimensioni avranno raggiunto l’età adulta molte accortezze non saranno più necessarie.

fioritura


In primavera, con lo spuntare delle giovani foglie sbocciano anche i piccoli fiori, di colore rosso-violaceo, in grappoli generalmente penduli ma a volte anche eretti. I frutti sono costituiti presentano delle ali verdi o macchiate di rosso, lunghi circa 1 centimetro.

moltiplicazione


La moltiplicazione si effettua con semina o con talea. La semina si effettua in primavera dopo aver lasciato in ammollo i semi per 24 ore onde facilitare la germinazione avendo il seme già assorbito l’umidità per “risvegliarsi”. In estate si può effettuare la talea utilizzando rametti solo parzialmente lignificati. Per conservare le caratteristiche della pianta madre si può anche provvedere all’innesto. Questa pratica si utilizza in particolare per l’Acer palmatum o japonicum. 

parassiti e malattie


Fra i parassiti si segnalano: afidi, acari e cocciniglie che, attaccando le foglie, le indeboliscono e impediscono la fotosintesi e la  produzione delle sostanze necessarie allo sviluppo della pianta. L’acero soffre anche per attacchi di lepidotteri i cui bruchi possono causare seri danni: alcuni scavano gallerie sotto la corteccia, altri sono minatori fogliari ecc…. Fra le malattie fungine si citano il Ganoderma resinaceum che si manifesta all’esterno con grossi corpi fruttiferi appiattiti che fuoriescono dalla corteccia quando ormai la degradazione del legno è in atto da diverso tempo e la stabilità della pianta è compromessa. Un altro agente patogeno che causa carie del legno e instabilità della pianta è Ustulina deusta. Si ricorda anche Cryptostroma corticale che è favorito dal caldo dell’estate e porta a morte la pianta.

 substrato (e rinvaso)


L’acero preferisce un terreno ben drenato, leggermente acido, mentre quelli pesanti ed argillosi non sono favoreli ad un buon sviluppo. Gli aceri ornamentali di piccole dimensioni coltivate in vaso necessitano di un rinvaso ogni 2-3 anni. Quando la pianta ha raggiunto una dimensione notevole e non è più possibile rinvasarla si sostiutirà la parte superficiale del terriccio sostituendola con nuovo terriccio.

durata


Perenne.

origine


In tutto l’emisfero boreale

a cura di


Giacomo Roggeri Mermet

IrrigazioneMedia esigenza
ClimaMediterraneo
ConcimazioneOrganico
DurataPerenne
EsposizionePiena Esposizione
StagioneSempreverde
SubstratoTerriccio Universale
TemperaturaMedia temperatura