Sansevieria (Dracena) spp.

La Sansevieria o Sanseveria o Sansevera trifasciata con la nuova classificazione rientra nel genere Dracena (ca.200 specie), per cui il suo nome attuale è Dracena trifasciata. Appartiene alla famiglia delle Asparagaceae e all’ordine Asparagales.

Pianta da interno nelle stagioni più fredde, sempreverde, molto resistente, di facile reperibilità e coltivazione. Specie caratterizzate da rizomi sotterranei corti da cui nascono i gruppi di foglie. Le foglie sono carnose e spesse, ricche di fibre, spesso variegate e allungate; la fioritura è poco appariscente, con fiori di colore bianco o verde chiaro, portati a grappolo su di un unico stelo allungato e assai profumati.

Dal secolo scorso sono coltivate soprattutto due specie:

Sansevieria (Dracaena) trifasciata cv. laurentii,  la più bella di tutte e la più adatta per spazi limitati, in quanto si sviluppa si sviluppa in altezza. Molto elegante abbellisce gli appartamenti e Sansevieria (Dracaena) hyacinthoides, con foglie verdi e striature orizzonatali verde scuro a forma di V.

Questa pianta ha la caratteristica di assorbire varie sostanze nocive che si trovano negli appartamenti, specialmente la formaldeide. È stata studiata anche dalla Nasa per la purificazione delle capsule spaziali.

Un’altra interessante caratteristiche è il rilascio dell’ossigeno di notte, fatto che si riscontra in altre piante succulenti in quanto tiene gli stomi chiusi durante il giorno per evitare evaporazione, vivendo in climi assai secchi.

esposizione


Preferisce una zona molto illuminata della casa, ed in questa zona presenta sempre foglie molto belle nelle quali si evidenziano striature verticali  di un colore giallo dorato e anche una marmorizzazione su tutta la foglia. Si adatta anche a condizioni di illuminazione non ottimali anche se i migliori risultati si ottengono in buone condizioni di luce.   Quando arriva la bella stagione, se possibile, è auspicabile esporla in ambienti esterni, abituandola gradualmente anche al sole diretto. Diversamente le foglie, improvvisamente trovatesi al sole, andrebbero incontro a bruciature molto dannose.

temperatura


Si consiglia di non scendere mai sotto i 10°C, mentre la temperatura ideale di vita è compresa fra i 18 e i 27°C.

irrigazione


Mantenere il terreno leggermente umido durante l’estate, irrigando quando la parte superiore del terriccio del vaso è asciutta. Non ha particolari necessità idriche.  Quando la temperatura cala è necessario ridurre gradualmente l’irrigazione e con il freddo questa va anche sospesa.

substrato e rinvaso


Il terriccio deve essere mescolato per 1/3 con sabbia o perlite ed occorre fare un fondo nel vaso con argilla espansa oppure ghiaia o cocci di vaso. Si può usare, in alternativa terriccio per Cactaceae. Quando  le radici hanno occupato tutto il vaso, e sono anche emerse in superficie,  e lo stesso vaso non contiene più le foglie, è opportuno effettuare un rinvaso. Se la pianta è molto cresciuta, e non si ritiene opportuno spostarla in un vaso ancora più grande, si può procedere con la divisione dei cespi per creare nuovi vasi.

fioritura


Presenta raramente la fioritura: si tratta di piccoli fiori bianchi, non particolarmente ornamentali ma molto  profumati.

concimazione


Utilizzare un concime liquido, durante le stagioni più calde, seguendo le indicazioni del produttore non più di una volta al mese.

propagazione


A seconda della specie, molto rara è la germinazione dei semi. Tramite talee fogliari, tagliando una foglia in porzioni di 10 cm, lasciandola asciugare per un giorno ed infilandola poi per metà in un substrato di sabbia e terreno fertile. La foglia così piantata in un vaso col tempo radica ma non trasmette le sue caratteristiche alla nuova pianta trattandosi di ibridi creati dai vivaisti che non riproducono le caratteristiche ma ritornano alla specie originale. La moltiplicazione può avvenire anche con i polloni della stagione precedente che si tagliano dalla pianta madre.

potatura


Eliminare le foglie  secche tagliandole con forbici disinfettate a meno che vengano via dal vaso tirandole appena.

malattie e parassiti


A volte si possono manifestare funghi e marciumi di vario tipo dovuti a coltivazione non idonea: macchie di colore marrone o rosso scuro sulle foglie sono sintomo di una marcescenza dovuta all’acqua di irrigazione entrata dentro le foglie, modalità che va sempre evitata. Se invece le foglie presentano macchie rotonde sulle foglie con spore e tali macchie con il passare del tempo si scuriscono la causa è da ricercarsi in terricci di scarsa qualità oppure in eccesso di irrigazione.
Cocciniglie, tripidi  e acari sono possibili parassiti che si sviluppano sulla pianta.

particolarità


Non utilizzare lucidanti fogliari che ostruiscono gli stomi. Limitarsi a pulire con un panno umido le stesse foglie. Non vaporizzare la pianta perché trattandosi di pianta tipica del deserto richiede una condizione ambientale più secca. Evitare anche sbalzi di temperatura.

arte


Alcune specie con foglie lunghe vengono utilizzate per produrre fibre vegetali per fabbricare corde.

letteratura


Il nome botanico del genere trae origine da Raimondo di Sangro, un nobile napoletano, principe di Sansevero nel Settecento.

storia


Questa apprezzabile pianta è nota anche con il nome volgare di “lingua di suocera”. Nel corso degli anni è stata sempre più apprezzata per la sua incredibile resistenza anche in condizioni di coltura avverse.

clima


Tropicale

durata


Perenne

origine


Africa

a cura di


Giacomo Roggeri Mermet

IrrigazionePoca esigenza
ClimaTropicale
ConcimazioneConcime Liquido
DurataPerenne
EsposizionePiena Esposizione
StagioneSempreverde
SubstratoSabbia, Terriccio Universale, Torba
TemperaturaMedia temperatura

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