Il genere Pittòsporo appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae e questa all’ordine Apiales. Le specie sono circa 200.
Pittòsporo tobira è la specie maggiormente coltivata sia per creare siepi come anche singoli alberelli. Essa cresce modestamente fino a circa a 5 metri di altezza e produce dei fiori bianchi assai profumati che formano delle ombrelle d emettono un profumo di arancio. Il tronco è contorto, la corteccia liscia, le foglie sono ovaliformi, di consistenza spessa, glabre, di colore verde scuro e lucente sulla pagina superiore e il picciolo è breve. Il frutto è ovoidale e ricoperto da peluria.
Il Pittòsporo non ha particolari esigenze di irrigazione, tuttavia durante i periodi di massima vegetazione e anche per le piante coltivate in vaso occorre prestare più attenzione. In vaso si consiglia, comunque, di evitare il ristagno dell’acqua nel sottovaso.
potatura
Si riproduce o per semina o per talea.
La semina si effettua nel mese di marzo. I semi appaiono di consistenza resinosa. Lo stesso significato di Pittòsporo, termine greco, significa proprio seme resinoso. Questa sostanza va asportata e quindi il seme va posto in un semenzaio. Successivamente sarà travasato in un vasetto e successivamente, crescendo la piantina, in vasetti sempre maggiori. La talea si effettua più avanti nella stagione quando la pianta ha già iniziato a vegetare, indicativamente verso il mese di maggio e va fatta radicare in un vaso con terra leggera o torbosa e un po’ di sabbia mescolata evitando che si asciughi.
Cina, Giappone
| Irrigazione | Irrigazione costante |
|---|---|
| Clima | Temperato |
| Concimazione | Concime Granulare |
| Durata | Perenne |
| Esposizione | dipende dalle varietà |
| Stagione | Estate, Primavera |
| Substrato | Terriccio Universale |
| Temperatura | Media temperatura |