Geranio (Pelagornio) macranta

Il genere Pelargonium appartiene alla famiglia Geraniaceae e all’ordine Geraniales. Le specie sono circa 300.

Sono piante erbacee con fusti meno grossi ed eretti rispetto ai gerani zonati. Le foglie sono lobate ed incise. I fiori, colorati di lilla, rosso, rosa o bianco, sono molto caratteristici, in quanto presentano delle machie di colore sempre più scuro rispetto a quello generale del fiore. In genere sono macchie color porpora molto scuro.

esposizione


Durante tutta la coltura le piante vanno tenute in ambiente luminoso e poco umido. Per favorire una crescita compatta e ben formata, non si ombreggia in autunno e in inverno. L’ombreggiamento si renderà necessario da marzo in poi, in giornate molto calde, per evitare l’appassimento delle foglie e per conseguenza, macchiature o essiccamenti. In questi giorni l’ombreggiamento non deve essere continuo, ma ristretto alle ore più calde. L’esposizione alla luce solare diretta deve essere almeno di quattro ore al giorno, ombreggiando oltre si ritarda la fioritura.

temperatura


Ad inizio coltura la temperatura deve aggirarsi intorno ai 16 – 18 gradi. Per indurre, invece, le piante a formare i germogli fiorali, da gennaio in poi la temperatura si dovrà abbassare a 8-10 gradi per circa 4-6 settimane. In seguito si ritornerà a 15-16 gradi.

irrigazione


Dopo l’invasatura l’irrigazione dovrà essere abbondante poi dovrà seguire un andamento stagionale: in primavera si effettuerà ogni 2-3 giorni, in estate sarà anche eseguita ogni giorno sempre in dipendenza della temperatura della località nella quale si coltiva.  Se il terriccio è ancora umido è bene evitare di irrigare la pianta. bisogna sempre evitare il ristagno idrico sia nel vaso che in piena terra. Evitare anche di bagnare la parte aerea onde evitare lo sviluppo di muffe come la Botrytis. Analogamente va evitato lo stress da siccità.

fioritura


Hanno un’epoca di fioritura ridotta rispetto ad altre specie di gerani. In genere da maggio ad agosto trattandosi di pianta longidiurna.

concimazione


All’impianto si possono utilizzare concimi a lento rilascio e da aprile a settembre proseguire con concimi liquidi per piante fiorifere aventi una concentrazione di P e K maggiore che l’Azoto (N) il quale favorisce la crescita della parte verde. La concimazione è anche utile per il rinforzo della pianta che si difende meglio dai parassiti.

substrato e rinvaso


Non ha particolari esigenze adattandosi bene ad un terriccio universale e lo si può migliorare aggiungendo torba e perlite.
A inizio primavera è bene eseguire il rinvaso sostituendo il terriccio.

potatura


E’ bene eliminare  le infiorescenze sfiorite sia per evitare lo sviluppo di patogeni sia perchè la pianta è stimolata a produrre nuovi fiori.  In autunno, prima di mettere le piante a riposo, è buona cosa eseguire una potatura di riduzione.

malattie


Le malattie principali sono: fungine come la Botrytis cinerea che si manifesta come una muffa che ricopre fiori e foglie ed ha un colore grigiastro (è tipica sui grappoli d’uva nellestagioni molto umide); Puccinia pelargonii-zonali che causa la ruggina del geranio manifestantesi con macchie scure sulla pagina inferiore della foglia; Xantomonas campestris l’agente della Batteriosi del geranio che causa accartocciamento delle foglie ingiallite.
Tra i parassiti si ricordano gli Aleirodidi, gli Afidi e i Tripidi.

propagazione


La moltiplicazione avviene sia per seme sia per talea: il primo metodo permette di avere nuovi ibridi, mentre per conservare le caratteristiche della pianta madre si ricorre esclusivamente alla talea.

particolarità


Quando si annaffia non bagnare i fiori, ed evitare i ristagni d’acqua. Eliminare i fiori appassiti ed, infine, ricordiamo che durante tutta la coltivazione le piante devono essere spaziate adeguatamente, per non compromettere una buona formazione e le foglie laterali

arte


Nel linguaggio dei fiori, il geranio rosso fiamma dice: “mi sei di conforto”; il rosa”ti preferisco”; quello a cinque macchie svela un senso di umiliazione; lo scarlatto, la stupidità; mentre il nostro Gerani Edera simboleggia una propensione ai rapporti stabili.

medicina


Presenta proprietà antisettiche, cicatrizzanti, toniche, astringenti, emostatiche, stimolanti della corteccia surrenale, antidepressive, repellenti per gli insetti, antinevralgiche. Presenta, dunque, indicazioni per dermatosi, bruciature, nevralgie facciali, cellulite, edemi, ingorgo mammario, stress, stanchezza. L’essenza è utile per la sovreccitazione e l’agitazione dei bambini, grazie alla sua azione riequilibrante sul sistema nervoso. Si armonizza bene con l’olio di rosa e di agrumi, ma può essere combinata con altre miscele, a cui aggiunge una piacevole nota di freschezza. Frizionare durante o dopo la doccia e il bagno, diluito con un olio vettore

storia


Il genere Pelargonium appartiene alla famiglia Geraniaceae, che comprende altri dieci generi. La caratteristica che accomuna tutti questi generi è il tipico frutto allungato (uno schizocarpo con cinque singoli loculi, detti pericarpi, contenenti ognuno un seme) che ricorda la testa di un uccello. Proprio dalla forma del frutto derivano i nomi, mutuati dal greco, di alcuni di questi generi: Pelargonium da pelargos, che significa cicogna, Geranium da geranos, che significa gru, Erodium da erodos, che significa airone. Il genere Pelargonium comprende circa 200 specie, la maggior parte delle quali è originaria del Sud Africa, nella Provincia del Capo, mentre poche altre sono originarie dell’africa tropicale, della Siria, dell’australia e di alcune isole dell’oceano Indiano. Le prime notizie su questo genere risalgono al XVII secolo. I pelargoni del Capo attrassero l’attenzione di numerosi viaggiatori che si trovarono a transitare per quella regione durante le esplorazioni delle coste dell’africa. A partire dal 1600 il Capo di Buona Speranza rappresentò un approdo per i vascelli che facevano rotta verso l’estremo oriente; qui ci si riforniva di acqua potabile e di tutto ciò che era necessario al lungo viaggio. Spesso l’equipaggio comprendeva naturalisti incaricati di compiere esplorazioni scientifiche e raccogliere esemplari botanici e zoologici, che venivano poi inviati ai musei e giardini botanici europei. Nel 1802 la Colonia del Capo diventò inglese e da quel momento giunsero in Gran Bretagna un gran numero di esemplari, ormai molto richiesti anche grazie al ricorso della coltivazione in ambiente protetto e al perfezionamento delle tecniche di ibridazione, che permisero di ottenere numerose nuove varietà. I pelargoni raggiunsero l’apice del successo nell’epoca vittoriana e la loro popolarità perdurò fino all’inizio della prima guerra mondiale, quando, in Inghilterra, fu proibita la coltivazione delle piante ornamentali in serra. Anche nel resto dell’Europa ci si interessò a queste piante, in particolare in Francia, dove furono introdotte numerose varietà da Lemoine e Bruant, e in Germania grazie all’opera di Burger e Faiss. I pelargoni, oltre ad essere ancora oggi popolarissime piante ornamentali, hanno anche altri impieghi: P. radens, P. graveolens, P. capitatum e P. odoratissimun sono usati per la produzione di olii essenziali (geraniolo e citronella) spesso usati in sostituzione di quelli, molto più costosi, ottenuti dalle rose, mentre sono note da tempo le proprietà curative contro la dissenteria e le ulcere dell’apparato digerente di altre specie, tra cui P. triste e P. antidysentericum

clima


Temperato

durata


Annuale o biennale

origine


Sud Africa
IrrigazioneTanta esigenza
ClimaTemperato
ConcimazioneConcime Liquido
DurataAnnuale
EsposizionePiena Esposizione
StagioneAutunno, Estate, Primavera
SubstratoTerriccio Universale
TemperaturaMedia temperatura

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