Scopriamo tutto sulle piante!

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riproduzione
Nelle piante la RIPRODUZIONE si manifesta in due forme: una agamica, oppure, asessuata, l'altra gamica o sessuata. La prima forma si attua quando dalla pianta madre si stacca una cellula oppure una gemma , che darà origine direttamente ad un altro individuo simile. La seconda avviene con la fusione di particolari cellule, i gameti, da cui si originerà un embrione e quindi la nuova pianta.

Nelle piante inferiori tallofite la riproduzione asessuata avviene per semplice scissione nel batteri, per gammazione, nei saccaromiceti, per sporificazione in certi funghi, quella sessuata si realizza per l'unione di un' ovocellula con un anterozoide. In queste piante si osserva il fenomeno della metagenesi, ossia dell'alternanza di generazione.

Nelle piante superiori, le cormofite, la riproduzione agamica detta più propriamente riproduzione vegetativa avviene in natura per mezzo delle gemme di tuberi, di bulbi, di rizomi, e si può realizzare in modo artificiale tramite talee, propaggini, innesti.

In questo gruppo di piante la riproduzione più ricorrente è quella sessuata, ed abbiamo già visto con quanta cura e sapiente disposizione di elementi la Natura prepari l'evento più atteso ed importante della vita: la fecondazione. Essa è precedurta da una serie di fenomeni che hanno lo scopo di far venire a contatto le cellule germinali maschili con quelle femminili, ossia, il polline con l'ovulo.

Perchè avvenga la fecondazione è necessario che il granello di polline giunga sullo stimma del pistillo, nel cui ovario è presente l'ovulo. Sembrerebbe logico che nei fiori ermafroditi, in quelli che presentano cioè stami e pistilli, il polline all'aprirsi dell'antera, cadesse sullo stimma dello stesso fiore e fecondasse l'ovulo, insomma che si verificasse un'autofecondazione. In natura questa possibilità è piuttosto remota, ma presente per alcune piante.

La FECONDAZIONE più diffusa in natura è quella incrociata o staurogamica. Il fiore è l'espressione masisma della vita vegetale e perciò è importante soffermarsi a descrivere le funzioni legate alla riproduzione. Il passaggio del polline da un fiore all'altro avviene attraverso i mezzi di trasporto naturali e prende il nome di impollinazione. A seconda che il mezzo di trasporto siano il vento, gli animali, gli insetti, l'acqua, ecc. avremo impollinazione anemofila, zoidofila, entomofila, idrofila e così via.

Nel caso di un'impollinazione anemofila, il fiore, dopo aver prodotto granuli di polline in abbondanza, li lascia portar via dal vento perchè questo provvede a spanderli in un'area più ampia possibile così da aumentare le probabilità che essi cadano sullo stigma di un fiore della stessa specie. I fiori che vengono impollinati per mezzo del vento sono piccoli, poco appariscenti e privi di nettare ( quercia, castagno, faggio, frumento). I fiori maschili sono raccolti in un amento.

L'impollinazione entomofila è molto più parsimoniosa essendo affidata agli insetti. Il polline, prodotto in quntità esigua è adatto al corpo dell'insetto, infatti gli apparati hanno forme particolari e le sostanze sono spesso collanti e che ne facilitano la cattura da parte dell'insetto pronubo. Tutte le parti del fiore concorrono al raggiungimento del fine di assicurarne il trasporto e la destinazione del granulo di polline. Si spiegano così la ricchezza e la magnificenza dei petali, la lora sapiente disposizione, il loro colore, il loro profumo, che nel periodo in questione sono al massimo dell'esposizione funzionale, al punto di far supporre un' "intelligenza dei fiori". Oltre a tutti questi geniali accorgimenti, gli insetti arrivano al fiore anche perchè in esso è custodita la ragione principale di questa fatale attrazione: il .

se il fiore da il nettare non lo dona per nulla ma per ottenere il servizio di trasporto del polline ad un altro fiore della stessa specie .

DISSEMINAZIONE E GERMINAZIONE

All'atto della fecondazione segue dopo poco tempo, la formazione del seme e del frutto.
Compito del frutto, nel suo significato biologico è quello di provvedere alla dispersione del seme, cioè alla disseminazione. Più lontano cadrà il semi più possibilità avrà di dar vita ad una nuova pianta. Tutti i frutti, carnosi o secchi sono adatti allo scopo di fare in modo che il seme vada lontano, e giunto a destinazione, sia posto nelle migliori condizioni per il suo sviluppo. possiamo affermare che nelle piante, come nel genere animale, c'è un'attenzione particolare alla prole. Anche in questo caso i mezzi naturali per la dispersione sono il vento, gli animali e l'acqua.






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