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Marciume radicale

La causa principale del marciume radicale ?n fungo, l'Armillaria mellea. La variabilit?ei caratteri morfologici e biologici di questa specie, polifaga, ubiquitaria e capace di vivere come parassita, saprofita e persino in simbiosi micorrizica ha reso necessaria la sua suddivisione in pi?ecie che presentano caratteri morfologici distintivi, sono tra loro intersterili ed hanno, in alcuni casi, diversa distribuzione geografica.
Armillaria mellea fruttifica alla base delle piante deperienti o morte producendo cespi di carpofori con cappello elastico e viscoso, di colore variabile da giallo miele ad olivaceo, gambo lungo provvisto di anello.
Fonti d'inoculo di Armillaria sono i ceppi e le radici morte in cui il fungo sopravvive saprofiticamente. Le spore si diffondono a distanza il parassita, mentre la diffusione locale del medesimo avviene a macchia d'olio per contatto radicale.
Questo patogeno ?ttivo per quasi tutti i mesi dell'anno, colpisce soprattutto piante gia debilitate o che presentano lacerazioni sul tronco. Si sviluppa particolarmente in presenza di acqua stagnante e di terreni poco drenati.

Altro fungo responsabile di marciumi radicali ?a Rosellinia necatrix, agente di marciumi lanosi, propiziati in ogni caso dal costipamento e dalla saturazione idrica del terreno. Determina marciumi e deperimenti non molto dissimili, sulle specie legnose, da quelli di Armillaria, ad andamento acuto o cronico, caratterizzati da micelio sottocorticale, dapprima dapprima bianco e quindi, nelle radici vecchie, decisamente scuro, addensato a formare feltri.

Olpidium brassicae ?n'altra specie fungina, associata a marciumi radicali di svariate piante. Le spore di Olpidium, dopo essersi incistate praticano con azione litica un minuto foro sulla parete della cellula ospite mentre l'involucro rimane all'esterno.


Per evitare l'insorgere di questa malattia ?importante evitare ristagni d'acqua (soprattutto nei periodi di riposo della pianta). Se la pianta ?ia stata colpita in modo lieve, nelle parti marginali asportare e bruciare i rami colpiti e disinfettare con prodotti a base di rame il colletto del tronco. Se invece le radici ed il tronco sono gi?ravemente compromessi sar?ecessario estirpare completamente la pianta per evitare che la malattia si diffonda sulle piante vicine.

Fonte: Fondamenti di Patologia Vegetale, Patron Editore, A. Matta
Cibo E Cibo

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x cristina - mal bianco

Ciao, il mal bianco o anche chiamato "oidio" è una malattia

MALATTIE e PARASSITI - ieri, 17:41

X Jessi

Ciao Jessi ,guarda che io ho parlato di spontaneetà

MALATTIE e PARASSITI - 28 luglio, 15:03

ciao rosa

allora verrei volentieri  se la strada x venire fosse

MALATTIE e PARASSITI - 27 luglio, 22:28

x rosario

ciao rosario  gli oleandri  ci possono stare a torino 

MALATTIE e PARASSITI - 27 luglio, 22:19

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