Si tratta di una tecnica che agevola l'emissione di
radici in porzioni di ramo anche a parecchia distanza da terra, mettendolo a contatto, grazie ad un apposito recipiente, con un
substrato umido.
Innanzitutto ?ecessario munirsi di un portamargotta, ovvero di un recipiente di plastica o di altro materiale a
forma di
vaso, aperto da entrambi i lati, nel quale introdurre il ramo su cui si desidera operare. Si possono utilizzare anche barattoli o altri contenitori di recupero, purch?bbiano una forma ad imbuto. Scelto il giovane ramo, lo si libera di eventuali getti laterali fino a circa 20 cm dalla
cima e, in quel punto, si effettua un'incisione appena al di sotto di una
gemma. L'incisione avr?l compito di concentrare la
linfa, facilitando cos?'emissione di
radici che costituiranno il nuovo apparato radicale della piantina.
Dopo si inserisce la parte nel portamargotta e lo si fissa in modo che l'
incisione venga a trovarsi a met?irca del contenitore. Si riempe il portamargotta con terra mista a
sfagno,
torba o muschio in modo che venga garantito un certo grado di umidit?mpedendo al
terreno di asciugarsi. Il recipiente dovr?sser riempito in modo tale che rimanga un certo spazio per le annaffiature.
In qualsiasi caso, dopo un certo periodo, controlleremo se sono spuntate le nuove
radici: se esse sono abbondanti la
margotta ?ronta per essere separata dalla pianta madre. Eliminato il contenitore, si taglier?ppena sotto il punto di
incisione e, la nuova piantina sar?nvasata o posta in piena terra, badando bene a tenerla riparata da correnti d'aria troppo forti e avendo cura di potare con attenzione i suoi
rami, in modo da dare maggiore energia alla formazione dell'apparato radicale.
L'epoca pi?atta alla preparazione delle margotte ?a primavera, momento in cui la pianta ?icca di
linfa e pi?ta ?a sua capacit?i radicazione, ma se si opera su
rami non eccessivamente legnosi, si pu?tervenire anche a fine estate.
Fonte: Innesti, Demetra