enciclopedia delle piante

erica carnea

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la pianta
nome botanico:erica carnea
breve descrizione:piccolo arbusto fiorito dal fusto con il portamento strisciante. L'altezza può raggiungere i 40 cm. Le folgie sono aghiformi di colore verde molto scuro. Forma dei cuscini fioriti. I fiori riuniti in grappoli apicali sono di colore rosa più o meno sfumato. Forma della corolla richiama una botte ed è formata dalla fusione dei singoli petali fra loro
durata:perenne
periodo di fioritura:fiorisce in inverno
area di origine:Europa
clima:temparato freddo
uso:pianta ornamentale da giardino roccioso, coltivabile in montagna dove il clima è fresco
accorgimenti e cure
esposizione e luminosità:predilige il peino sole
temperatura:Si consiglia di non scendere sotto i 6°-7° C
substrato:predilige terreni calcarei, secchi e ben drenanti
irrigazione:Mantenere il terreno umido senza eccessi e ristagni d'acqua. Intervenire solo in presenza di periodo molto siccitosi
concimazione: utilizzare dello stallatico maturo o del fertilizzante liquido per piante fiorite seguendo le dosi indicate sul prodotto
propagazione:pre semina in primavera o tramite talea primaverile
rinvaso:In primavera quando necessario, scegliere delle ciotole leggermente più ampie della precedente
potatura:In primavera eliminare le parti secche o danneggiate
curiosità
ambiente:vive fino ai 2500 metri di altitudine, si trova spontanea nelle brughiere alpine. E' una pianta molto robusta e spesso capita di vedere i fiori rosei spuntare nella neve, annunciando la primavera.
medicina:Le parti fiorite sono utilizzate come droga perchè hanno proprietà diuretiche assai potenti e servono per la preparazione di tisane urinarie. Hanno inoltre azione antisettica dovuta alla presenza di arbutina; sono usati in casi di cistiti, specie quelle prostatiche, preferiti ad altri preparati, in quanto non tossici. Le sommità fiorite finemente tritate possono essere utilizzate per preparare una maschera decongestionante per il viso. Non presenta alcun impiego alimentare
letteratura e mitologia:La Calluna vulgaris viene detta anche Brugo, da brucus, termine di origine celtica che indicava la pianta. Da brucus è poi derivato in italiano il termine brughiera, dove l'erica cresce e si sviluppa adattandosi ad un suolo povero di sostanze minerali, acido e arido
arte: Probabilmente il suo habitat ha ispirato al vocabolario ottocentesco dei sentimenti il simbolo della solitudine, infatti donare l'erica equivale a chiedere un po' di affetto e compagnia; ma è simbolo anche di Speranza in quanto riesce a crescere là dove nessuna pianta fiorirebbe. Infatti gli animi oppressi da malinconia amavano errare nella solitaria e scarna brughiera dove fiorisce e il suo profumo ed il suo colore infondeva nello spirito uno spiraglio di speranza. Nel calendario astrale delle essenze l'erica, che appartiene al segno dello Scorpione, addolcisce il carattere, attenua la passionalità, favorisce l'aumento della volontà e della perseveranza
caratteristiche
tipodimensionestagioneambienteesposizione
tappezzantemediafiorita: invernoesternopieno sole